Lunga, corta, al dente, al sugo e in mille altri modi: è la pasta, vera e propria icona dello stile italiano e regina delle nostre tavole. Ma quanto sappiamo davvero delle sue origini e della sua storia? La pasta ha infatti origini antiche. Il termine latino “pasta” significa “farina con condimento”, e deriva dal verbo “pássein”, cioè “impastare.” Conosciuta già ai tempi della Magna Grecia, veniva chiamata in modo differente a seconda dei luoghi: il termine italico era “makària”, da cui poi deriverà il termine dialettale “maccaroni.” Ma la pasta era già nota nell’8000 a.C. quando, dopo l’Età Neolitica, l’uomo cominciò a impastare con acqua e poi cuocere i cereali che coltivava. La pasta ebbe però un grande sviluppo soprattutto in Italia e in Cina, dove si sviluppò in modo parallelo e indipendente, portando così alla creazione di stili di pasta differenti, fantasiosi ma pur sempre gustosissimi. Bisognerà attendere il Medioevo per vedere impiegato un nuovo metodo di cottura: la pasta, fino ad allora cotta nel forno insieme al condimento, verrà fatta bollire. Nasceranno così la tecnica dell’essiccazione (che permette una conservazione ben più lunga), le prime botteghe per la preparazione della pasta e i vari tipi che conosciamo tutt’oggi: forata (penne, bucatini), ripiena (agnolotti, tortellini) e all’uovo. Nel corso dei secoli, poi, sbocceranno le diverse scuole di pensiero: al dente o quasi scotta, con poco o tanto sugo, corta o lunga. Fino ad arrivare sulle nostre tavole, dove la pasta accompagna ogni momento che viviamo in quel luogo speciale, frizzante e vitale che è da sempre la nostra cucina.

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